Il cardinale Franjo Šeper era particolarmente legato al cardinale Stepinac, come mostravano i suoi interventi negli anniversari della morte di Stepinac.
Ricordandone la vita, ne sottolineava l’amore per il suo popolo, la fedeltà al Papa e la sofferenza per un processo montato, sopportata con stoicismo.
Il cardinale Šeper era stato suo compagno di studi, poi suo segretario personale e infine gli succedette come arcivescovo di Zagabria. Per queste circostanze riteneva di avere una profonda conoscenza della sua vita, del suo carattere e della sua mentalità, avendo seguito il suo operato da vicino. Per questo si sentiva in grado di testimoniare che era un patriota, che amava il popolo croato e si identificava con esso, e che non era mai stato un politico, tanto meno un politico di partito.
La sua critica più dura al comunismo, secondo le parole di Šeper, si fondava sulla conoscenza di un regime comunista già realizzato sotto Stalin e delle sue conseguenze.
Nei suoi interventi il cardinale Šeper respingeva le gravi accuse di una presunta adesione di Stepinac agli ustascia, ritenendo che avrebbero dovuto essere provate con documenti, cosa che nessuno aveva fatto, perché i fatti dicono altro.


